UIMEC UIL - Unione Italiana Mezzadri e Coltivatori Diretti

11/09/2019

Chioggia, due incidenti in mare. La pesca chiede più attenzione

Dichiarazione della Segretaria generale Uila Pesca Enrica Mammucari

“Crescono, inesorabilmente, gli incidenti in mare e gli infortuni, spesso mortali di molti pescatori. Nell’augurarci che il lavoratore gravemente ferito a Chioggia possa al più presto rimettersi, vogliamo però riportare all’attenzione delle istituzioni e della politica il problema della sicurezza sul lavoro e le rivendicazioni del sindacato in materia di sicurezza sociale”.

Così la segretaria generale della Uila Pesca Enrica Mammucari commenta i due incidenti che a Chioggia hanno coinvolto due motopescherecci, nel giro di poche ore.

“Promuovere la tutela della sicurezza sul lavoro deve essere un obiettivo prioritario per tutti, lavoratori e imprese e, prima ancora, per le Istituzioni e la politica” dichiara Mammucari. “Da anni, attraverso le attività di formazione, il sindacato persegue due finalità principali: responsabilizzare gli addetti al settore sui rischi che comportano le operazioni a bordo e sulle gravi possibili conseguenze di questi rischi; sensibilizzarli ad adottare nuove modalità di lavoro più coerenti con la salvaguardia della loro salute”.

In materia di sicurezza la Uila Pesca proseguirà, anche quest’anno, il progetto “La sicurezza nelle nostre reti”, avviato nel 2015 insieme al Dipartimento di ricerca dell’Inail e al patronato Ital Uil; uno studio che è servito a misurare scientificamente, grazie all’uso di moderne tecnologie sperimentate a bordo di diversi pescherecci, l’alto livello di pericolosità a cui i pescatori sono esposti e a dimostrare il carattere usurante di questo mestiere.

“È inaccettabile che, mentre si fa la conta di morti e feriti, nonostante gli studi scientifici e le rivendicazioni portate avanti da anni dal sindacato, ai pescatori non venga data la necessaria attenzione in tema di tutele sociali” prosegue Mammucari “ed è lunga la lista delle cose da fare se non si vuole condannare all’estinzione un settore nel quale i lavoratori rischiano la vita in mare senza godere ne’ di cassa integrazione ne’ di benefici previdenziali e le aziende competono sul mercato con prodotto importato a basso costo e combattono ogni giorno contro una giungla di normative e adempimenti burocratici a volte incomprensibili”.

“In queste condizioni diventa quindi pleonastico chiedersi perché si sia ridotta drasticamente l’occupazione nel comparto ittico e perché non ci sia il ricambio generazionale” conclude Mammucari che annuncia “la Uila Pesca continuerà la sua azione costante verso una nuova cultura della pesca e del mare, nella convinzione che occorre restituire un giusto protagonismo ai lavoratori e ai loro diritti negati”.

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