Di seguito il testo dell’articolo, pubblicato oggi sul sito www.illavorodignitoso.org dell’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) sul forum in corso a Ginevra sui temi del lavoro dignitoso e dell’attuazione della Convenzione ILO C 188, in cui si fa riferimento alla Uilapesca.
La promozione del lavoro dignitoso nel settore della pesca
Un Forum tra rappresentanti di governi, di imprenditori e di lavoratori, organizzato nella sede dell’ILO di Ginevra fra il 15 e il 17 maggio, per discutere della ratifica della Convenzione ILO 188 come strumento di promozione del lavoro dignitoso nel settore della pesca. Anche l’Italia è fra i paesi che ancora devono ratificare la convenzione; una firma sollecitata dalle organizzazioni sindacali italiane che sottolineano come il rispetto dei diritti dei lavoratori sia il primo passo per la risoluzione di una serie di problemi del settore a partire da quello della pesca illegale (IUU – Illegal, Unreported and Unregulated fishing).
Il settore della pesca è fra i più importanti al mondo, considerando che vi lavorano 54,8 milioni di persone secondo i dati della FAO risalenti al 2012, che producono una quantità di cibo fondamentale per la sicurezza alimentare mondiale. Ci sono circa 4,36 milioni di pescherecci nel mondo, di cui il 74% attivo in acque marine, con la maggior parte di questa flotta, ben il 73%, che opera in Asia. Un settore rilevante ma ancora poco regolato e tutelato, come dimostra i dati del documento preparato dall’ILO proprio in occasione del Forum di Ginevra, che individua le percentuali più alte di incidenti sul lavoro proprio nella pesca.
Uno dei principali problemi del settore è proprio quello della rappresentanza. Un problema che rende difficile l’affermazione del dialogo sociale come strumento per la risoluzione dei problemi. Per quanto riguarda gli armatori, si sottolinea nel documento ILO, non esiste una organizzazione singola di rappresentanza a livello internazionale mentre, per quanto riguarda i lavoratori sono appena 73 le organizzazioni sindacali affiliate alla International Transport Workers’ Federation (ITF), per un totale di poco più di 77 mila pescatori. Un settore difficile da regolare dunque anche in considerazione della enorme varietà delle imbarcazioni, da quelle piccolissime a conduzione familiare, che lavorano per un numero determinato di ore nel corso di una giornata, alle grandi imbarcazioni che operano in alto mare e che possono rimanere al largo per mesi. Proprio questa varietà, sottolineano gli addetti ai lavori da Ginevra, costituisce una delle maggiori sfide per lo sviluppo di un concreto dialogo sociale.
La Convenzione 188 mira dunque a garantire condizioni di lavoro dignitoso a bordo dei pescherecci rendendo il settore della pesca più sostenibile e attrattivo per gli stessi lavoratori. Fra le priorità dell’ILO quella di stabilire condizioni minime per l’espletamento del lavoro a bordo, regole concernenti il vitto e l’alloggio dei pescatori, misure di salute e sicurezza, assicurazione sanitaria e protezione sociale. Nel Piano d’Azione predisposto dall’ILO per il miglioramento delle condizioni lavorative nel settore, figurano la lotta al lavoro minorile, al lavoro forzato, allo sfruttamento dei migranti, al traffico di esseri umani e alla pesca illegale. Il Forum servirà però anche a mettere a confronto le buone pratiche in relazione alla Convenzione 188 e a fare il punto sulle attività di sensibilizzazione e promozione in corso a livello nazionale e internazionale.
Un invito all’Italia per una veloce ratifica della Convenzione 188 è stato diramato, in occasione del Forum dell’ILO, dalla Uilapesca, l’Unione Italiana Lavoratori Pesca e Acquacoltura, che individua nel rispetto dei diritti dei lavoratori e nella lotta alla pesca illegale due priorità per l’intero settore: “L’Italia – si legge nel comunicato della Uilapesca – ratifichi al più presto, come già raccomandato dall’Unione europea, la Convenzione ILO C 188 sul lavoro nella pesca perché solo con l’entrata in vigore di questa convenzione sarà possibile, in tutto il mondo e nel Mediterraneo in particolare, garantire il rispetto di diritti minimi economici, sociali e di sicurezza a tutti i lavoratori della pesca e assicurare loro condizioni di lavoro dignitose”.
L’organizzazione sindacale sottolinea inoltre lo stretto legame fra l’affermazione dei diritti dei lavoratori e la lotta alla pesca illegale: “La Uilapesca auspica inoltre – ha dichiarato il segretario nazionale Fabrizio De Pascale- che, sia in ambito ILO che nelle altre organizzazioni internazionali competenti, come la FAO e le organizzazioni regionali della pesca, possa aprirsi al più presto il dibattito sullo stretto legame esistente tra il rispetto dei diritti del lavoro e la lotta contro pesca illegale”.




