UIMEC UIL - Unione Italiana Mezzadri e Coltivatori Diretti

21/09/2026

Pesca, per il Mediterraneo all’Ue chiediamo strumenti di gestione specifici e stabili

Dichiarazione della segretaria generale Uila Pesca Maria Laurenza

“Dall’Adriatico arrivano segnali sempre più critici: la situazione delle vongolare, l’espansione del granchio blu e il fenomeno delle mucillagini stanno aggravando ulteriormente le difficoltà delle imprese della pesca professionale. Questi problemi locali si inseriscono in un quadro nazionale già di per sé complesso, in cui la pesca italiana continua a confrontarsi con criticità strutturali ormai note: stock in sofferenza, riduzione delle giornate in mare, flotta vetusta e un costo del gasolio divenuto insostenibile, che compromette la redditività delle uscite. Il Mediterraneo, mare semi chiuso e fragile, richiede strumenti di gestione specifici, stabili e basati su dati reali, non misure standardizzate che ignorano le sue peculiarità”.

Lo ha dichiarato Maria Laurenza, Segretaria Generale della Uila Pesca, nel corso della visita in Veneto di un gruppo di europarlamentari della Commissione Pesca.

Laurenza ha ricordato come il comparto non sia solo un settore economico, ma rappresenti identità, cultura, tradizione, lavoro e sacrificio di uomini e donne che, ogni giorno, garantiscono presidio sociale e continuità produttiva alle comunità costiere. Un patrimonio che va difeso con politiche moderne e coerenti.

“Le misure applicate negli ultimi anni, fondate su sforzo di pesca, fermi e limitazioni tecniche, hanno generato impatti socioeconomici pesanti senza produrre miglioramenti sullo stato degli stock ittici. È evidente” ha aggiunto la segretaria generale “il fallimento dell’attuale Politica Comune della Pesca, che continua a proporre vincoli meccanici invece di obiettivi biologici misurabili e mantiene un blocco di fatto alla modernizzazione delle flotte, oggi indispensabile per garantire sicurezza, efficienza e selettività”.

Laurenza ha inoltre sottolineato che i pescatori non chiedono sconti sulla sostenibilità ambientale, ma una transizione giusta, capace di mettere al centro il loro lavoro.

“In questo contesto” aggiunge la segretaria “assume particolare rilievo la recente risoluzione del Parlamento europeo, che rappresenta un segnale politico chiaro e atteso da tempo e che riconosce la necessità di riformare la PCP, superando approcci rigidi e non più adeguati, e avviando una stagione di modernizzazione delle flotte che consenta alle imprese di operare in sicurezza, con maggiore efficienza e con strumenti realmente selettivi”. “La risoluzione indica una direzione precisa: una gestione più flessibile, fondata su dati scientifici aggiornati, capace di coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale. È un passaggio politico importante, che apre finalmente la possibilità di costruire un quadro normativo coerente con le caratteristiche del Mediterraneo e con le esigenze delle comunità di pesca italiane” conclude Laurenza.

La Uila Pesca chiede che questo indirizzo venga recepito con rapidità e concretezza, avviando un percorso di riforma che metta al centro il lavoro, la sicurezza, la continuità produttiva e la dignità di chi ogni giorno vive il mare.

Una posizione condivisa da Carlo Muccio, segretario regionale Uila Pesca Veneto, presente all’incontro, che ha confermato le gravi difficoltà che quotidianamente vivono i pescatori.

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