2 Novembre 2026

Visione 2040, UILA Pesca chiede criteri sociali per i fondi UE

Maria Laurenza propone una sostenibilità sociale vincolante nella PCP e finanziamenti legati alla qualità del lavoro. Tra le priorità, sicurezza a bordo, un ammortizzatore strutturato e condizioni concrete per l’ingresso dei giovani nella pesca.

UILA Pesca chiede che la revisione della Politica comune della pesca renda vincolante la sostenibilità sociale e introduca criteri sociali nell’accesso ai fondi europei. Nelle risposte di Maria Laurenza, le priorità comprendono valutazioni sull’occupazione, sicurezza a bordo, un sostegno al reddito permanente e tempestivo e percorsi per l’ingresso dei giovani nella professione.

Premiare, attraverso i fondi europei, le imprese che rispettano i contratti collettivi, investono in sicurezza e garantiscono lavoro regolare e formazione continua. È una delle richieste di Maria Laurenza, segretaria generale di UILA Pesca, che abbiamo sentito sulla Visione 2040 per la pesca e l’acquacoltura.

La proposta della Lurenza è quella di affiancare ai criteri tecnici e ambientali una forte condizionalità sociale nell’impiego delle risorse pubbliche. Alla premialità per chi garantisce qualità del lavoro, la segretaria generale di UILA pesca, accompagna una richiesta precisa: “Chi invece utilizza lavoro irregolare o non garantisce adeguate condizioni di lavoro non può beneficiare di fondi pubblici europei.”

Una PCP che valuti gli effetti sul lavoro

Laurenza riconosce nella Visione 2040 un cambiamento positivo: il rilievo attribuito alla dimensione economica, sociale e occupazionale della pesca, al miglioramento delle condizioni di vita, al ricambio generazionale, alla competitività delle imprese e alle comunità costiere.

Il limite del documento, nella sua valutazione, è l’assenza di un impegno politico a rivedere le regole fondamentali della Politica comune della pesca. Per UILA, una migliore applicazione delle norme esistenti non basta ad affrontare problemi strutturali aggravatisi nell’ultimo decennio.

Laurenza richiama il contesto in cui nacque la PCP del 2013 e le pressioni con cui il settore deve confrontarsi oggi: cambiamento climatico, aumento dei costi energetici, concorrenza internazionale, contrazione delle flotte, perdita di occupazione e difficoltà nell’attrarre giovani. Da qui la richiesta di aggiornare gli strumenti che governano la pesca.

“Per questo chiediamo innanzitutto che la sostenibilità sociale diventi un pilastro effettivamente vincolante della PCP.”

La segretaria generale osserva che ai parametri dettagliati per valutare la sostenibilità biologica degli stock non corrispondono indicatori altrettanto incisivi sulla qualità dell’occupazione. Nella sua analisi, le riduzioni dello sforzo di pesca e le limitazioni delle attività vengono valutate rispetto alle risorse, mentre gli effetti su famiglie, lavoratori ed economie locali sono misurati troppo raramente.

UILA chiede quindi che ogni proposta legislativa in materia di pesca sia accompagnata da una valutazione sociale che consideri:

  • livello occupazionale;
  • reddito dei pescatori;
  • tenuta delle imprese;
  • effetti sulle comunità costiere;
  • attrattività del settore per i giovani.

La tutela ambientale resta, per Laurenza, un obiettivo imprescindibile, da accompagnare con la sostenibilità sociale ed economica.

“Per noi queste tre dimensioni devono avere lo stesso valore.”

Sicurezza a bordo e priorità da affrontare oggi

Laurenza richiama la pericolosità della pesca, che indica tra le attività lavorative più rischiose in Europa. Riferendosi alle valutazioni della Commissione, segnala incidenti ancora numerosi e il contributo di fattori umani, formazione inadeguata e differenze tra gli standard nazionali.

Considera utile il percorso verso standard armonizzati di formazione e certificazione del personale dei pescherecci: può migliorare la sicurezza, facilitare il riconoscimento delle competenze e valorizzare professionalmente il mestiere.

Nella Visione, la Commissione europea annuncia entro la primavera del 2028 una proposta per integrare nel diritto dell’Unione gli standard internazionali STCW-F. UILA considera questo calendario troppo distante rispetto alle condizioni critiche nelle quali si continua a lavorare.

Un altro limite individuato da Laurenza è la prevalente concentrazione del dibattito europeo sulla formazione.

“La formazione è essenziale ma da sola non basta.”

Anche un pescatore formato, osserva, resta esposto a rischi elevati se lavora su un’imbarcazione obsoleta, con attrezzature vecchie o dotazioni tecnologiche insufficienti. UILA chiede un approccio integrato che comprenda formazione, rinnovo della flotta, innovazione tecnologica, tutela sanitaria, prevenzione degli infortuni e organizzazione del lavoro.

In questo quadro colloca anche il superamento dell’associazione automatica tra rinnovo delle imbarcazioni e aumento dello sforzo di pesca.

“Una nave nuova non significa necessariamente più capacità di cattura; significa soprattutto maggiore sicurezza, minori consumi, minore impatto ambientale e migliore qualità del lavoro.”

Pur riconoscendo l’attenzione della Commissione per modernizzazione e transizione energetica, Laurenza giudica ancora insufficientemente chiaro il modo in cui la Visione affronta il rinnovo della flotta europea.

La sicurezza, aggiunge, dipende anche dalla qualità dell’occupazione. Turni eccessivamente lunghi, stress, incertezza del reddito e carenza di personale possono aumentare il rischio di incidenti: tutela della salute, sicurezza e condizioni contrattuali devono quindi essere affrontate insieme.

UILA chiede inoltre attenzione alla piccola pesca, alle imprese familiari e agli operatori artigianali, che non dispongono delle stesse risorse delle grandi flotte industriali. Le nuove regole, sostiene, devono migliorare la sicurezza evitando aggravi burocratici che rischino di espellere dal mercato i soggetti più fragili.

Reddito e continuità per il ricambio generazionale

La strategia europea per il ricambio generazionale nell’economia blu è annunciata per il 2027. Laurenza riconosce l’importanza di affrontare l’invecchiamento della forza lavoro, che mette a rischio il futuro del settore, ma chiede maggiore attenzione alle cause dell’allontanamento dei giovani.

“I giovani non stanno abbandonando la pesca perché manca una strategia di comunicazione.”

Le criticità che indica sono redditi incerti, costi crescenti, condizioni di lavoro difficili e prospettive limitate. Senza intervenire su questi fattori, sostiene, anche una strategia per l’attrattività del settore rischia risultati modesti.

La prima priorità è la remunerazione del lavoro. UILA chiede maggiore equilibrio nella distribuzione del valore lungo la filiera e il contrasto ai fenomeni speculativi che comprimono i margini delle imprese e i guadagni dei lavoratori.

“Un giovane può scegliere la pesca soltanto se questa attività consente di costruire un progetto di vita.”

La seconda priorità riguarda la continuità del reddito durante fermi biologici, condizioni meteo avverse, limitazioni normative e crisi imprevedibili. Per Laurenza, il costo sociale di questi periodi non può ricadere esclusivamente sui lavoratori.

“Servono strumenti permanenti e tempestivi di sostegno al reddito, ovvero l’ammortizzatore sociale strutturato che, come organizzazioni sindacali, chiediamo da tempo.”

Alla richiesta di sacrifici per la tutela delle risorse marine, aggiunge, l’Europa deve accompagnare adeguate compensazioni economiche per chi li sostiene quotidianamente.

L’ingresso nella professione e il futuro delle marinerie

La terza priorità indicata da UILA è il ricambio professionale, attraverso un percorso europeo e nazionale con collegamenti agli istituti nautici e professionali, formazione digitale e ambientale e riconoscimento delle competenze.

La quarta è la qualità del lavoro: sicurezza, formazione, innovazione, possibilità di crescita professionale e condizioni di vita dignitose. Anche una flotta moderna e sostenibile, ribadisce Laurenza, contribuisce ad attrarre nuovi lavoratori.

Il rilievo politico finale riguarda il significato del ricambio generazionale. Laurenza giudica insufficiente l’impostazione della Commissione, che a suo avviso guarda al tema principalmente come risposta alla carenza di manodopera. Per UILA, riguarda il futuro delle comunità costiere: la chiusura di un’impresa comporta la perdita di posti di lavoro, competenze, tradizioni, identità territoriali e capacità produttiva.

Il sindacato chiede inoltre che la PCP riconosca formalmente la pesca come settore strategico per la sicurezza alimentare europea. Laurenza richiama il contributo di imprese e lavoratori all’approvvigionamento alimentare, al presidio del territorio, all’identità culturale e alla coesione sociale delle aree costiere: la perdita di queste attività impoverisce anche l’economia blu europea.

Per questo il ricambio generazionale, nella posizione di UILA, deve diventare una priorità strategica al pari della tutela ambientale.

“Perché senza giovani, senza reddito e senza lavoro dignitoso, qualsiasi Visione 2040 rischia di restare soltanto una visione sulla carta.”

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